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Giu 08, 2019 Arte & Musica, Cultura
– Corrado Castellari –
Castellari si è anche dedicato con successo alla musica per l’infanzia, scrivendo quattordici dolcissime e divertenti canzoni per lo Zecchino d’Oro di Bologna (vincendo le edizioni del 1982 e 1992 con “Farfalla in città” e “Un giallo in una mano”) e l’Ambrogino d’Oro di Milano (vincendo l’edizione del 1982 con “Spazio 12”), ma soprattutto scrivendo le sigle – tv per il coro delle Mele Verdi diretto di Mitzi Amoroso. Queste famose sigle dei cartoni animati hanno prodotto dischi venduti in centinaia di migliaia di copie e questi brani, oggi diventati oggetti pregiati a livello collezionistico, sono ancora cantati dai bambini di allora diventati adulti, con gioia, nostalgia, trepidazione e rievocano i veri valori universali dell’infanzia e della vita. Inoltre ha scritto musiche per la commedia musicale “Rock Labyrinthus”, pubblicate nel 1978 su un disco della Philips.
L’elenco della discografia di Corrado Castellari è immensa: centinaia e centinaia di canzoni contenenti tempi e ritmi molto diversi, canzoni allegre, popolari, romantiche, di protesta, ambientaliste, eccitanti, profonde e melodie sublimi. Passandone in rassegna alcune, si nota una immaginazione creativa straordinaria che si esprime in generi diversissimi come il rock, il liscio, la musica da ballo, il folk, il valzer, la polka, il cha cha cha, senza mai trovarvi una canzone banale. Così il genio non si focalizza solo in un genere, ma spazia, sperimenta, prova ambiti diversi.
La discografia di Corrado Castellari come cantautore, invece, comprende gli LP “Cioè voglio dire” (Ediz. RiFi, 1973), “Gente così” (Ediz. Ricordi, 1975), e un Qdisc di quattro canzoni dal titolo “Il gruppo” (Ediz. Spaghetti Records, 1981). Nel 2007 pubblica un nuovo cd intitolato “Le strade del mondo” (Ediz. Taitù Music), esempio evidente del coraggio ed espressione viva della poliedricità dell’artista; si trovano, infatti, oltre a canzoni d’autore come “Elvis”, “Le strade del mondo” e “Come sei bella”, musiche da ballo contenenti brani come “Munequita”, “Maldito corazon”, “Siberiana” e “La Pancera Rosa” (parodia della Pantera Rosa), oltre ad altri esempi di canzoni con ritmo “cha cha cha”, valzer lento, bachata e polka.
Tra le varie canzoni di Corrado troviamo “Angeli”, meraviglioso brano, la cui base è stata adattata anche per La canzone delle Mele Verdi e le spiritose “Girano le pale”, “Va da via i pé”, “Cocodè”.
Possiamo ascoltare le canzoni di Sanremo (“Forestiero” presentata al festival da Iva Zanicchi e da Michele, “La frittata” cantata da Nino Manfredi), quelle di Canzonissima, quelle per Natale (eseguite dalla Zanicchi, da Fred Bongusto, da Franco Simone e dallo stesso Castellari), quelle delle sigle dei cartoni animati (il capolavoro “La banda dei ranocchi”, “Angie”, “La principessa Saffir”, “Pat la ragazza del baseball”, “Belfie e Lilly”, “La ballata di Tex Viller”, “Ippo Tommaso”, “Gli Gnomi delle montagne”, “Sandybell”, “Flash Gordon”, “Lo scoiattolo Banner” e molte altre canzoni per bambini). Possiamo trovare il “Mondo pulito dei Fiori” cantata da Albano, quelle eseguite da Mina (tra le altre, “Carne viva”, “Domenica sera”), quelle composte per la Vanoni (Io, una donna, Amore mio amico mio), per Milva, (“Presidente”) per la Carrà (“Ciak”, “Il lupo” Cocktail d’amore”, quest’ultima cantata anche da Stefania Rotolo, da Loredana Bertè, da Amanda Lear), per Bruno Lauzi (“La balordaggine”), per Nino Manfredi (“La frittata”).
Possiamo ascoltarne tantissime, non ci stancheremo mai di sentirle e risentirle, perché proviamo emozioni, ci creano buon umore, fanno pensare, riflettono sempre il clima sociale nel quale sono ambientate: le canzoni bolognesi, le canzoni di fine anni Sessanta e anni Settanta, le canzoni degli anni Ottanta e quelle più recenti.
La sua musica riesce a portare alla luce ed esprimere sentimenti veri, costruisce un vasto e articolato linguaggio di emozioni: la gioia, l’allegria, il puro divertimento, il ricordo e l’amore per il proprio territorio, lo sfogo, l’amore romantico, le contraddizioni, la vita “routinaria”, la nostalgia, l’atmosfera della natura, i motivi dell’esistenza, la fantasia. Tutte sensazioni, sentimenti, pensieri che gli ascoltatori percepiscono subito, riconoscono d’incanto e da cui vengono sempre emotivamente toccati. Significa che si sentono “dentro” il brano musicale e, spesso, che si sentono protagonisti, siano essi bambini o adulti ed appartenenti a tutti gli strati sociali. Pertanto, le canzoni di Corrado vanno sentite e risentite, sia quelle popolari che quelle più raffinate, ma non vanno mai accomunate a tante canzoni impersonali o dettate solamente dalla moda del momento.
Del resto, il mondo di oggi è invaso dalle comunicazioni, ne introiettiamo un numero esagerato, sia reali che virtuali. Ci stressano. Rischiamo di farci “implodere” (scoppiare dentro, come diceva il sociologo Mc Luhan). Siamo anche invasi da un mondo di suoni, conturbanti, alienanti, indecifrabili; molti di questi si trasformano in semplici “rumori della civiltà globalizzata” ed hanno perso ogni funzione comunicativa ed umana. Riascoltando le musiche di Corrado Castellari cambiamo prospettiva: ritorniamo a riconciliarci con noi stessi, con la nostra umanità, a provare stati d’animo e sentimenti genuini, a vivere atmosfere, ad ascoltare e a “gustare” fino in fondo splendide melodie.
Corrado Castellari era un uomo dal carattere molto riservato: non ha mai voluto esporsi personalmente sui grandi media e propagandare le sue immense capacità e l’originale talento. Non ha mai insistito perché venissero pubblicate le sue canzoni, le proponeva e basta, in un ambiente difficile e selvaggio, come quello del mondo musicale. Amava moltissimo il suo lavoro e amava la musica. Quando lo osservavo vedevo in lui, essenzialmente, una persona onesta e un personaggio simpatico, cordiale, gioviale, educatissimo. Si è spento prematuramente nella sua casa, in Oltrepò Pavese, nel 2013.
Ricordo di averlo incontrato, per l’ultima volta, qualche tempo prima. Mi aveva visto, da lontano, all’interno di un grande centro commerciale. Mi aveva raggiunto ed aveva voluto, ancora una volta, ringraziarmi. Aveva chiesto notizie sui miei incarichi, sul mio lavoro, sulla mia vita. Così ho conosciuto e frequentato questo grande artista. Così ho apprezzato questo grande uomo.
Carlo Bolognesi
Sociologo
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